Text

James W. Griffiths, A solitary world

09. Ottobre 2014

1 nota

A Solitary World from PBS Digital Studios on Vimeo.

Growing up in a small village in Herefordshire, James spent his time writing, shooting, editing, animating and performing in short films. He began screening his work in the local night club where the hugely positive, drug and alcohol fuelled reactions of the audience sealed his love of filmmaking.

Later he signed up to the National Film and Television School. Whilst there he won two awards at the Kodak Student Commercial competition and directed a film starring Ray Winstone. In 2011 his film Splitscreen: A Love Story gained international acclaim and was named 9th most creative video of 2011 by TIME Magazine. His following film, We Were Wanderers on a Prehistoric Earth made for Tourism Malaysia received similar acclaim and was nominated for a Webby Award. In 2012 he was selected for the prestigious Saatchi & Saatchi New Directors Showcase.

Text

Eravamo dei nomadi su una terra preistorica

07. Ottobre 2014

We Were Wanderers On A Prehistoric Earth from James W Griffiths on Vimeo.

"Risalire quel fiume era come viaggiare a ritroso verso i più remoti primordi del mondo, quando la vegetazione invadeva la terra e i grandi alberi ne erano sovrani. Un corso d’acqua deserto, un silenzio profondo, una foresta impenetrabile. L’aria era calda, spessa, greve, ferma.. Alberi, alberi, milioni di alberi, poderosi, immensi, altissimi; e ai loro piedi, strisciando lungo la riva per contrastare la corrente, arrancava il piccolo e sudicio vapore, come un lento scarafaggio che si trascini sul pavimento di un colonnato grandioso… Penetravamo sempre più a fondo nel cuore delle tenebre. C’era un gran silenzio laggiù. Di notte a volte il rullo dei tamburi dietro la cortina degli alberi correva lungo il fiume e restava debolmente sospeso a mezz’aria, quasi che aleggiasse sulle nostre teste, fino ai primi chiarori del giorno. Impossibile stabilire se significasse guerra, pace o preghiera. … Eravamo dei nomadi su una terra preistorica, una terra che aveva l’aria di un pianeta inesplorato. Avremmo potuto immaginarci come i primi uomini a prendere possesso di un’eredità maledetta, che occorreva conquistare a costo di profonda angoscia e sforzi estenuanti…"

Tratto da “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad

smithsonianlibraries:

About a year ago, we posted a gif of hover whales. This, however, was our original creation—at the time too big for Tumblr but now able to be posted.
from Suggestions to the keepers of the U.S. life-saving stations, light-houses, and light-ships; and to other observers, relative to the best means of collecting and preserving specimens of whales and porpoises. By Frederick W. True.

Text

Cambiamenti climatici: il mondo artico sta cambiando, bisogna agire

03. Ottobre 2014

2 note

“It’s another remarkable sign of the dramatic environmental conditions changing as the result of sea ice loss – The walruses are telling us what the polar bears have told us and what many indigenous people have told us: the Arctic environment is changing extremely rapidly and it is time for the rest of the world to take action”.

Margaret Williams, WWF Arctic

All’apparenza, si assiste a qualcosa di spettacolare ed unico nei mari dell’Alaska. In realtà è qualcosa di molto triste. I trichechi del Pacifico stanno migrando in massa per colpa dei cambiamenti climatici, al ritmo di circa 35.000 esemplari, arrivati disperati alle porte di Point Lay, un villaggio di eskimesi 700 chilometri a nord ovest di Anchorage, la capitale dell’Alaska.

E’ stata la Noaa – la National Oceanic and Atmospheric Administration – ad avvistare i trichechi durante una ricognizione aerea per la prima volta il 13 Settembre.

I trichechi trascorrono gli inverni nel mare di Bering: le femmine partoriscono sui piccoli isolotti di ghiaccio nel mare e utilizzano questi isolotti come trampolino di lancio per raggiungere le lumache, le vongole e i vermi sui fondali. Si tuffano dagli isolotti e trovano da mangiare. Tutto funziona perché i fondali sono poco profondi e il tempo dell’immersione è imitato.

I trichechi trascorrono gli inverni nel mare di Bering: le femmine partoriscono sui piccoli isolotti di ghiaccio nel mare e utilizzano questi isolotti come trampolino di lancio per raggiungere le lumache, le vongole e i vermi sui fondali. Si tuffano dagli isolotti e trovano da mangiare. Tutto funziona perché i fondali sono poco profondi e il tempo dell’immersione è imitato.

A differenza delle foche, infatti, i trichechi non sanno nuotare a lungo e ogni tanto devono riposare: ecco quindi che devono riemergere dal mare, e lo fanno aiutandosi con le zanne per arrivare sugli isolotti di ghiaccio. Quando arriva l’estate e gli isolotti iniziano a sciogliersi, i trichechi migrano leggermente verso nord, dove c’è una abbondanza maggiore.

Quest’anno però gli isolotti nei mari del Bering sono quasi del tutto scomparsi, e così per trovarne. I trichechi dovrebbero migrare molto più lontano, dove le acque sono molto più profonde. E la combinazione non funziona: anche se ci sono gli isolotti, il fondale è troppo profondo e la loro fisiologia non gli consente di arrivare così in basso. Spaventati e alla ricerca di cibo, corrono in massa verso la terraferma, stretti stretti. Molti di loro muoiono, dallo spavento, dall’ammassamento, dalle condizioni non naturali in cui si trovano.

Perché succede tutto questo? Perché i cambiamenti climatici hanno portato allo scioglimento dei ghiacci artici: quest’anno i volumi sono stati molto minori rispetto alla media. Hanno iniziato a monitorare nel 1978 e solo in altre cinque annate c’era meno ghiaccio durante i mesi estivi.

(Fonte: ilfattoquotidiano.it)

Text

Rocky Mountain Arsenal National Wildlife Refuge

27. Settembre 2014

Photographer Rich Keen captured a tender moment between a bison & calf at the Rocky Mountain Arsenal Refuge.

Located just northeast of Denver, the Rocky Mountain Arsenal National Wildlife Refuge is a 15,000-acre expanse of prairie, wetland and woodland habitat. The land has a unique story - it has survived the test of time and transitioned from farmland, to war-time manufacturing site, to wildlife sanctuary. It may be one of the finest conservation success stories in history and a place where wildlife thrives.